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Asparago di San Benedetto Po


Pro Loco Teofilo Folengo
Eliana: Sempre su San Benedetto oggi un articolo sugli asparagine. Parlano del Papà.
https://www.prolocosanbenedettopo.it/asparago-di-san-benedetto/
È sul papà ... sulla tradizionale  festa nata per gli asparagi portati dal papà

Roberto: Sì, chiaro e forte. 
Ma la citazione di Śiloc che non ricordavo più mi ha rinfrescato un sacco di memorie

Amadio: Enrico ha creato a Bologna l’interesse per il melone liscio che una volta non era trovabile e ora è diventato di largo consumo....

Roberto: Sì, quando sono arrivato qui da Mantova il vedere alla Conad le cassette di meloni az.agr. Enrico Bolzani mi ha fatto sentire più a casa

AmadioEnrico è stato anche uno dei primi a importare le mucche olandesi in Italia nel dopoguerra.
Anche per l’allevamento intensivo di ovaiole livornesi nel mantovano è stato uno dei primi. 
Enrico era un imprenditore creativo e perseverante come pochi, vincendo sempre la gara con Bulsan che cercava di moderare la sua propensione al rischio.

Toni l’ha fni da armunda’ e a pudoma star in dla Stala al caldin ad li vachi cli reumia!

Eliana: Un’entusiasta della vita con una grande passione per tutto quello che faceva .... e trasmetteva a tutti sui entusiasmo e passione

Roberto: Al Pupà era di destra, come me. 
Enrico era democristiano (come te, credo) progressista. 
Ottimi entrambi!

Mi ricordo il commento dal Pupà sui buoni risultati del latte.
Besi ca pasa dal capanun a la masa. Si riferiva all’infezione paralitica delle galline. 

Non c’è, credo, il giusto in assoluto. C’è il giusto in miscela.

Amadio: Una copia valida che impediva l’eccesso di rischio, da una parte e l’immobilismo dall’altra.
Il tutto condito da rispetto reciproco e moderazione nel conflitto....
A proposito dell’allevamento dei polli non so se ricordate l’antifurto    “fatto in casa” con una corda collegata a un interruttore sulla finestra della Marieta, che scattava se qualcuno entrava nell’area protetta(miei primi esperimenti da futuro ingegnere elettronico).
Roberto: No, non lo ricordo anche se ricordo i tuoi primi studi alla Philips sui circuiti logici.
Amadio: ...un aggeggio terribilmente rozzo, (molto lontano dagli antifurto attuali) ma che ha dato qualche risultato.

Asparago di San Benedetto Po






Perché gli asparagi di San Benedetto Po sono così buoni? La risposta è molto semplice: le produzioni agricole
dipendono le loro caratteristiche dall’ecosistema che le ospita. Così come per la produzione del formaggio Parmigiano-
Reggiano occorrono i foraggi di un Territorio circoscritto per alimentare le vacche produttrici del latte da trasformare,
così per gli asparagi il terreno che li ospita influenza la loro produzione quantitativa e qualitativa.
Enrico Bolzani, noto agricoltore della nostra terra, fu il primo ad entusiasmarsi per l’asparago nostrano, coltivandolo
estesamente dopo che gli ortolani Zilocchi di Gorgo ne avevano iniziato la produzione per uso di mercato. Bolzani
riforniva i più grandi mercati ortofrutticoli di mezz’Italia di meloni e di asparagi. Siccome il trasporto dei prodotti
avveniva in cassette di legno che mostravano molto chiaramente tramite etichette multicolori il nome del produttore e il
luogo di provenienza, gli asparagi che gli avventori furono ben lieti di comprare e cucinare passarono ben presto alla
notorietà come gli “Asparagi di San Benedetto Po”. Nonostante che quel prodotto non giunga più, ohimè, sui mercati,
molti fruttivendoli ancora, per allettare maggiormente gli acquirenti o per tradizione, fregiano i loro asparagi col nome
di San Benedetto Po.
La Pro Loco “Teofilo Folengo”quando, nel 1998, ha registrato il marchio dell’ “ASPARAGO DI SAN BENEDETTO
PO” presso la Camera di Commercio di Mantova ha, di fatto, recuperato ed imposto l’originalità del prodotto sui
mercati.
La coltivazione, in seguito, si è estesa: oltre che per i consumi famigliari, alcuni agricoltori hanno investito coltivazioni
di asparagi per il mercato ortofrutticolo locale.
Per potenziare adeguatamente la produzione sambenedettina al fine di diventare significativa per l’economia locale, la
strada è ancora molto lunga. In collaborazione con Slow Food si è creata la “Comunità dell’asparago di San Benedetto
Po”, nella quale la ProLoco Teofilo Folengo rappresenta, giustamente, l’elemento catalizzatore.

Ricordiamo che la coltivazione degli asparagi era curata dai monaci benedettini di Polirone, che ne facevano una tale
prelibatezza da essere decantata nei culinari più raffinati.

asparagiaia
CARLO PERINI FOTOGRAFIE
Archivio del Monastero di S. Pietro di Perugia: Mappa dell’Abbazia di Polirone (sec. XVI) con indicazione della
“sparagiaia”.

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