RICORDANDO VENERIO di Roberto
RICORDANDO VENERIO
di Roberto
Aveva un distributore di benzina, Veedol. Dove faceva rifornimento di miscela al Mosquito dal Pupà, la Vespa di Don Aldo e l’Iso di Gigi.
La Vespa di Don Aldo la ricordo perché ci sono andato a cinque anni in pedi davanti, la mamma sul sedile dietro, a Camaldoli per una lunga settimana di vacanze estive del Seminario.
Vacanza mitica alla cui fine la suora mi ha chiesto, sei contento di tornare a casa? Sì, ho risposto, parché a vag a fà na bela c…da in sla massa. Lì c’erano solo i gabinetti con la turca.
Ricordo la Vespa anche perché, causa l’aria fredda nel viaggio di ritorno, la mamma si era guadagnata una paresi facciale. Al ricovero ospedaliero l’hanno curata con elettrostimolazione. Solo che un mattino hanno fatto elettrostimolazione alla vicina di letto e una non identificata puntura a lei. Così andavano una volta gli ospedali.
Ricordo l’Iso blu di Gigi perché quando si era comprato una favolosa cinquecento bianca ce l’aveva lasciato in eredità. Io e Eliano ci andavamo ogni tanto in estate fino a che una volta su una curva del Pennone sono finito su una siepe.
Ma ricordo con grande nostalgia la Giardinetta di Don Aldo, anche quella lasciata poi in eredità alla famiglia. Da qualche parte deve esserci una foto dell’Angiolina che scende dalla Giardinetta appena presa la patente

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