S-CIANCOL 26 12 2019

  




S-CIANCOL

Ormai con la famiglia allargata, tutti quanti insieme,  ci si vede tre volte all'anno. Gli appuntamenti fissi sono Natale, Pasqua, e per la festa del nedar (anatra) inizio ottobre. Grandi mangiate con fratelli, nipoti, cugini: oltre una ventina che arrivano nella casa paterna dove è rimasta solo Eliana.  Ma non è solo questo il rito. Dopo mangiato e dopo aver fatto una gita  nella campagna, si torna e qualcuno di noi grida la parola fatidica:
"S- ciancol!". 
Le donne in genere vanno in casa e i ragazzi più o meno maturi iniziano il torneo

Lo S-ciancol: in dialetto mantovano e' il nome del gioco Lippa . 

Storia di un gioco

Il gioco della “lippa” consiste nel far saltare un pezzo di legno appuntito alle sue due estremità, battendolo con un bastone e percuo­tendolo poi in volo per mandarlo il più lontano possibile. Ha fasi e regole che lo fanno considerare precursore del baseball: la base, il lancio, la presa, giocatore in difesa e in attacco, perdita della base....

Da dove deriva il nome?: Il nome sembra derivare dal caldeo  “halip”   e significa “lancio, getto”. L'origine orientale e' rafforzata dal fatto che il gioco e' ancora diffusissimo in India (chiamato gillidanda). 

Ha origini antiche: al Petrie Museum di Londra (museo di archeologia egizia), tra i tantissimi reperti sono conservati dei bastoncini di legno, alcuni dei quali appuntiti alle estremità e catalogate come  lippe. Da questa testimonianza potremmo collocare la sua lontana origine a circa 3500 anni fa. Ma poi  troviamo tracce in pitture all'interno di tombe etrusche e romane.

Lo troviamo in letteratura: ne parla John Steinbeck in La valle dell'Eden, a pag 33 edizione Mondadori 

Ma anche nel cinema: ricordiamo: "Guardie e ladri", con Totò e A. Fabrizi (IT. 1950), "I soliti ignoti" con Totò, M. Mastroianni, V. Gasman (IT. 1958), "Stanlio ed Onlio nel paese della meraviglie" (USA 1934), "Altrimenti ci arrabbiamo" con Bud Spencer e Terence Hill (USA 1974).

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