BORDIGHERA

 


BORDIGHERA

Paolo: Arrivammo a Bordighera a notte fonda. Era di giugno nell'anno 1947. Quell'anno, ma non sono sicuro, ero convalescente da una brutta broncopolmonite. Mi aveva salvato la penicillina arrivata con l'esercito americano. Eravamo partiti da casa "con il primo treno", uscendo alle cinque del mattino anche se la distanza con il "biroccino" si copriva in massimo 20 minuti, per due ragioni: bisognava arrivare prima per sicurezza, e soprattutto bisognava evitare di trovare il passaggio a livello chiuso, in quanto la stazione si trovava al di là delle rotaie e il casellante chiudeva con largo anticipo. Si partiva con "il primo treno" perchè mia mamma non ha mai pensato che potesse esistere un orario da poter usare per studiare le lcoincidenze, e visto che, partendo da San Benedetto Po, avremmo dovuto cambiare svariate volte per arrivare a Bordighera. I cambi di treno erano: Suzzara, Modena, Parma, La Spezia, e poichè prendevamo la prima coincidenza senza controllare se il treno arrivasse a Ventimiglia, anche Genova.

Abbiamo viaggiato tutto il giorno. Con noi aveva viaggiato anche mio fratello Roberto. All'arrivo la mamma aveva gli occhi arrossati. Portava una grossa valigia di "fibra" legata con lo spago, e sembrava affaticata dalla lunga giornata. Ci attendeva fuori della stazione di Bordighera il cugino Joffre, con il suo calesse.

Paolo: Era Joffre che faceva il gelato?...faceva il gelataio?...il gelato più buono del mondo

 Amadio: ....non mi risulta che facesse il gelataio ...faceva il pittore...

Paolo: Ma faceva il gelato però...Mi ricordo i suoi capelli lunghi. Forse rossicci.

Amadio: .....ricciolini un po’ magrebini...

Paolo: Forse Lina si ricorda qualcosa...sarà già andata a dormire.

Amadio: ...nella stalla si è addormentata... Ultimo ricordo di Joffre(che invecchiando era diventato un po’ scroccone) riguarda una sua visita allamelonaia di Enrico a San Siro. Enrico gli stava dando dei meloni e Joffre, arrivato lì in auto, commentava”acse am salta fora la benzina”.

Enrico allora gli ha dato tutta la cassetta dicendo:”acse’ at salta fora anca l’oiu...!

Roberto: Gioffre diventato Joffre lo ricordo ma la storia non la sapevo

Amadio: ...io e Paolo ci siamo fermati un po’ nella stalla, c’era anche la Lina ma si è addormentata 

Paolo: Buona notte grazie Amadio del "piccante" ricordo. Mi rimane il mistero del gelato.

Roberto: Ero molto piccolo, di Bordighera ricordo la spiaggia di sassi levigati dall'acqua, alcuni di colore verde quasi trasparenti, sembravano vetri corrosi dall'acqua, i nostri preferiti. Quelli più piatti erano ottimi per il lancio a pelo d'acqua in modo da farli saltare più volte. Per arrivare alla spiaggia dalla casa in cui abitavamo passavamo in un tunnel sotto la ferrovia, che odorava della pipì dei nottambuli.

Dopo il tunnel si apriva la spiaggia e la vista del mare. Di Bordighera ricordo lo zio Joffre che mi incuteva soggezione, come si diceva italianizzando il dialettale "sugesiun".

Ma ricordo soprattutto i profumi. Al mattino mentre andavamo al mare il profumo dei garofani di cui erano pieni balconi e giardini. Al ritorno dal mare il profumo dell'olio di oliva che dalle padelle si diffondeva nelle vie esaltato dal profumo della legna, anche quella di ulivo, usata nelle stufe pre preparare la cena.

Lina: Per aggiungere un mio ricordo;era il mio primo viaggio in treno. Con il papà siamo andati a trovare la mamma e i bambini.ricordo soprattutto l'emozione alla vista del mare quella distesa di acqua azzurra che si confondeva col cielo,il sorriso di papà che silenzioso mi osservava.altro ricordo vivo: Il costume prestato da non so quale cugina era rosa pallido costume intero, ma mi vergognavo della mia....nudita' e per entrare in acqua strisciavo col sedere sui sassi er non alzarmi in piedi.

 

 Paolo: Lina ti ricordi del gelato che si faceva in casa a Bordighera

 Lina: No il gelato stranamente non è nei miei ricordi

Roberto: Approposito, anch’io ricordo un Gioffre gelataio. Forse era il gelataio che assomigliava a Gioffre. Ma si chiamava proprio Joffre?

Paolo: Sicuramente era Gioffre...ma dato l'aspetto da artista nella storia è meglio Joffre. Il gelato chi lo sa. Ma l'idea che lo squattrinato pittore per fare due soldi avesse un carettino da gelataio e vendesse gelati fatti in casa è un bel racconto

Amadio: Non mi sembra realistico che si adattasse a un lavoro così, conoscendo la sua alterigia “truzzina”.

Paolo: Ma faceva il muratore...forse non se la tirava troppo.

 ElianaReinvio foto cancellata 😏sul sito dei ricordi di famiglia le foto che mi sono ricordata avevo dato credo a Roberto quest’estate e che tenevo per me ma che ho trovato spirolando questa mattina e che condivido  sul sito dei ricordi , perché parte delle memorie di famiglia , (foto del mare di Bordighera ) da aggiungere all’archivio ....bellissimi tutti 👍 e con la nonna ed io vestite di tutto punto 😏




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