CIOCA PLÀ LA FA I TORDEI
CIOCA PLÀ LA FA I TORDEI
Roberto: Dicevo che ero incerto sul genere perché in mantfan, cum anca in mudnes, il cambio del genere è utilizzato spesso.
Per esempio an bec gross lo chiamavamo bega dove il femminile aveva un senso accrescitivo. Bega süchera credo sia legato a questo.
In mudnes singolare la gamba, plurale al gamb
Amadio: Verissimo.
Poi c’erano anche parole gergali di famiglia come al “salam sensa pevar” (sigulot crut pucia’ in dl’oiu e sal) contorno leggero che ho mangiato a pranzo come contorno!...la Lina se lo ricorderà senz’altro...
Lina: Si certo, l'ho mangiavo con gusto malgrado le smorfie di disgusto della mamma
Amadio: ...non contenta dell’alitosi conseguente che a noi non importava...
Roberto: Neanche a me, tutt’ora.
La pulenta cul gras pistà cun tant ai era sublime.
Il bello del covid è che ti metti la mascherina e cosa ho mangiato a pranzo sono fatti miei
Amadio: “Non tutto il male vien per nuocere”.
Quando non c’era internet, in campagna, la conoscenza veniva tramandata oralmente con i proverbi.
Una serie l’ho già trasmessa “oralmente” in dla Stala.
Ma ne ho ancora se interessa...
Roberto: Adoro l’autoironia, ne sono un cultore, ma questa è sublime!
Lina: Grazie critica generosa!!!
Amadio: Cose belle da tramandare....
Ho trovato una filastrocca molto vicina anche nel dialetto di Bagnone, in Lunigiana :
“Cioca Plà la fa i tordei
e ‘nan dà ai so fradei,
so fradei fan la fritada
e ‘nan dan a Cioca Plada”.
Paolo: preferisco la tradizionale crapa pelada da milanese di adozione.
“Crapa pelada l’ha fa’ i turtei
ghe ne da minga ai so fradei
i so fradei han fa la fritada
ghe ne dan minga a crapa pelada”.

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