LEA, RICO, LA LEPRE

 


LEA, RICO, LA LEPRE

Roberto: Qualche volta Rico mi prendeva con lui nelle battute di caccia brevi. Non in quelle lunghe che cominciavano all’alba e terminavano all’ora di pranzo dopo sei sette ore di cammino, spesso sulla terra arata. A queste partecipava solo il gruppo classico: Rico, Medeo, Argeo e al Gat (Gatti, nostro lontano parente credo).

La gara cominciava sui cani. La Lea era riconosciuta come la migliore, a volte a pari merito con altri. Inusuale per cacciatori, non le sparavano mai grosse bum! ma, specialmente Enrico, con notevole autoironia. Diceva che la Lea gli mandava la lepre in bocca se poi la colpiva male partiva rassegnata a scheggia e la bloccava lei. Era cane da penna e da pelo. Io ero meno versatile, la caccia agli uccelli mi annoiava. Mi entusiasmava la caccia alla lepre perché era una gara di furbizia e in questo la lepre era un avversario di altissimo livello. 

Ricordo in fondo alla nostra terra c’era spesso qualche lepre. La mamma una volta mi ha indicato una lepre che faceva il bagno nella polvere in fondo al caradun. Io avrò avuto una quindicina di anni lei vicino alla sessantina. Mi ha detto: da lontano ci vedo ancora benissimo è a cucire che faccio sempre più fatica anche con gli occhiali. Una volta Enrico ha preso il fucile di corsa e mi ha detto vieni che andiamo a prendere la lepre che ho visto là in fondo. Siamo arrivati che era ancora in zona poi improvvisamente scomparsa. L’abbiamo cercata a lungo poi Enrico ha detto: “è furba ma qui si può nascondere solo lungo il filare di vite. Vai lungo il filare dall’altra parte io l’aspetto da questa parte”. Ha vinto la lepre, è scappata ma dalla mia parte.

Roberto: ricordo la penultima piantada prema dal cunfin che non esiste più da parecchi decenni

Amadio: ....al cunfin at Chituni; la piantada cun al muscat l’era la terzultima. Nella penultima c’era “l’uva dal cavdagnin par far al sugul”....

Roberto: Ecco chi mi anticipava sempre sul primo grappolo di moscato! A sua volta anticipato forse dalla Lina che lo considerava maturo appena cagà al fiur!

Amadio.....i maribulan zerb, erano la tentazione più forte della Lina…quelli dietro l’ort ad la Santina, erano i più gustosi,...

Roberto: E quelli in dal baito dietro la stalla? Bisognava prenderli dall’albero perché se cadevano centravano regolarmente na boassa Amadio: ....anche quelli, si, ma quelli ladco’ erano più polposi; peccato che fossero vicino al casot at Maldot da dove spesso usciva odore non piacevole....

 ....più avanti poi c’era il paradiso di calum e ad li maraschi...

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