MACHINA DA BATAR
LA MACHINA DA BATAR
Amadio: La “machina da batar”!
Il più eccitante evento dell’anno per noi bambini.
Finita la mietitura cercavano subito di sapere dal Pupa’ quando sarebbe venuta la “machina da batar”e ogni santo giorno gli facevamo questa domanda e lui imperterrito rispondeva: “Ad matina, dop mesde’ ” che purtroppo voleva dire non lo so!
In realtà c’era anche un’attività industriale a San Banadet: “La Butunera”(con qualche decina di operaie, viste come donne privilegiate) che pian piano ha dovuto chiudere per mancanza di competitività.
Eliana: Che bel racconto !! Dei “ riti “del Medar e dal Vandumá ! Mi ero dimenticata al “sabajun “ per rifocillare !! vero.
Il Landini !!! Eh si ! Purtroppo oggi paese così spopolato ....
Amadio: Barnin, in dla via ad la Stassiun e Stevan al Zuuf, a Zovo, erano considerati gli industriali di San Benedetto perché fornivano i servizi di meccanizzazione agricola.
Ce n’era un terzo, piccolo e con macchine vecchie,un certo Bartun, che conoscevamo solo perché Stevan, parlando della non finezza di comportamento della propria moglie ci diceva:
“Le la scuresa, le la rutela, le la spand cume la machina ad Bartun!”
Eliana: Stevan ...., alta considerazione della propria moglie 😀😏😎
Amadio: A quei tempi per personaggi come questo, parlar male della vecchia moglie era una spiritosaggine....
Eliana: Già !! ... spiritosaggine ... affettuosa 😀
Roberto: Bellissimi reportage di come eravamo. La realtà riesumata. Ne condivido il ricordo in buona parte.
Amadio: I ricordi del passato sono comunque utili a dimostrare che tutto sommato è valsa la pena viverli e non c’è motivo per pensare che non avverrà altrettanto per gli eventi futuri.
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