RICO E I MELONI

 



RICO E I MELONI

Paolo: Con Roberto ci alzavamo (sento ancora la sveglia di Enrico che urlava da sotto:" e alura siv ancora a let") alle 4 del mattino e andavamo ai mercati generali di Mantova. Era il tempo in cui Rico coltivava anche i pomodori, non solo quei meloni di cui era orgoglioso. Ci lasciava, mio fratello Roberto ed io a Mantova con una parte del carico di pomodori e meloni mentre lui andava a Verona. A Mantova il mercato era più piccolo rispetto a quello enorme di Verona. Si vendeva molto meno ma i prezzi erano più alti. Ma quando ci veniva a riprenderci il commento era quasi sempre:" a si dü ignurant" su qualche errore fatto.

Il lavoro di preparazione delle cassette si faceva al pomeriggio prima, mentre il mattino era dedicato alla raccolta. Per raccogliere e poi mettere nei "platò" i pomodori c'erano molte donne dalla stazza e dai nomi della bassa: Armida, Adalgisa, Ida, Mercedes, etc. Noi ragazzi aiutavamo assicurando che le cassette vuote fossero sempre pronte e vicino alle donne che le riempivano. 

Amadio: Allego due flash importati da Stantan:


Joffre

L’ultimo ricordo di Joffre(che invecchiando era diventato un po’ scroccone) riguarda una sua visita allamelonaia di Enrico a San Siro. Enrico gli stava dando dei meloni e Joffre, arrivato lì in auto, commentava”acse am salta fora la benzina”.

Enrico allora gli ha dato tutta la cassetta dicendo:”acse’ at salta fora anca l’oiu...!



Eliana: Quante belle foto avevo mandato !!!per fortuna ben archiviate ,,. E tirate fuori alla bisogna 😊....Ricordo e vedo  lo sguardo soddisfatto del Papà che verificava in tarda primavera come procedeva lo sviluppo delle piantine di melone !!



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