SAPEVAMO DI STALLA
SAPEVAMO DI STALLA
Roberto: Non mi sono dimenticato di Toni. Un grande!. Diventato cieco con la vecchiaia, felice e allegro.
Amadio: Il barilino lo ha tenuto sano tutta la vita. Non ricordo di averlo mai visto a casa in malattia. Si alzava sempre alle 4 del mattino per accudire le 12 mucche. La stalla con le colonne di marmo diventata la sala dove ora facciamo i ns “pranzi di famiglia allargata” lo accoglievano puntualmente ogni mattina, nel tepore della stalla che puliva accuratamente prima della mungitura....
Roberto: La stalla in cui alla sera si faceva filoss (per i ciòfani, gossip)
Amadio: Ricordo ancora il profumo di fieno della stalla pulita dove a volte andavamo a mangiare il pane e latte di colazione in attesa che la stufa riscaldasse la cucina...
Lina: ....e il profumo del latte caldo con quello della gaggia
Amadio: .....la pianta in fondo all’andata della stalla, che la rendeva un po’ “salotto”
Lina: Pensavo non la ricordassi!!!!
Amadio: ...la vedo e la sento chiaramente...
Lina : Anch'io
Amadio: .....un film 🎥 che la mente proietta a colori, rinnovando sensazioni anche olfattive...
Eliana: Il fascino della stalla con gli intensi odori e le atmosfere oggi inimmaginabili ! Ricordo la piacevolezza di stare nella stalla pulita il calore e profumo avvolgente entrando dal freddo esterno.
Lina: ...e la Ghita.....
Amadio: Sono le sensazioni esclusive irreplicabili in chi non le ha vissute...
Paolo : Ricordi richiamati da colori ed odori...quello del petrolio della lucerna per esempio che spandeva una luce giallastra e proiettava le nostra ombre sui muri.
Roberto: Me so’ addormito. La pianta in fondo all’andata? L’andata la ricordo, la pianta?
Lina : Roberto non puoi ricordare la pianta di gaggia sei troppo giovane per ricordare.
Roberto: Sì noi due piccoli (73 e 77) la gaggia non la ricordiamo.
Lina : Mi sembra che la gaggia sia morta ( morte naturale) alla fine della guerra ( 45 o 46)
Paolo: Sapevamo di stalla d'inverno, e di petrolio della lampada, perché nel dopocena, si andava a "ciacolare" nell'unico posto caldo, che era la stalla. Mi ricordo la luce fioca e giallastra delle lampade a petrolio, col vetro nerastro di fumo, che proiettava le ombre sui muri dei corpi di persone e mucche. Si sentiva l'odore della paglia bagnata dell'impasto con il letame fresco, mentre il vapore si sprigionava dalla schiena degli animali. Ricordo le voci sovrapposte a raccontare i fatti della giornata e i pettegolezzi sui vicini.

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