PACHELBEL IL CANONE IN RE MAGGIORE
PACHELBEL IL CANONE IN RE MAGGIORE
(Autore sconosciuto del testo)
Il Canone in re maggiore di Pachelbel è l'eterno ritorno, il sovrapporsi continuo armonico di suoni uguali che, distanziati di qualche battuta, sembrano diversi Si mescolano inattesi e poi si risolvono. Si congiungono e non si vedono uguali pur essendolo. Il canone di Pachelbel è la vita di ogni uomo del mondo nel suo ossessivo ripetersi semplice e complicato. Ci incontriamo quasi per caso vaganti in un mondo sconfinato. Ci vediamo distanti e differenti eppure siamo solo un unico spartito costante che si ripete solo in tempi diversi su una base costante. La completezza del mondo, la sua apparente Irriducibilità è tutta in questo quieto è drammatico gioco dei tempi. Yli uomini passano variano strumenti e ambienti, ma rimane costante uno sfondo che detta il ritmo. Variano le disposizioni ma siamo tutti uguali con gli sviluppi costanti. Gli altri li vedi diversi perché sono a metà del loro giro, mentre noi siamo quattro battute avanti o quattro indietro. C'innamoriamo della sinfonia che sappiamo creare unendoci, mentre siamo così semplici. Soli siamo quasi banali. È Il mistero della vita il suonare accompagnati per un poco e poi restare da soli a riempire il palco, o aspettare che altri rinnovino il canto, mentre noi ce ne andiamo Tutto ricomincia come prima, come è sempre stato. Tutta la grazia sta nel saper entrare a tempo per non squilibrare l'insieme. Tutto a noi il compito di dare forza a uno spartito già scritto limando i suoni, cancellando sbavature o esaltando il vibrato
Ricominci il canone come sempre e ti riempie l'anima della sua serena malinconia
Ricominci il canone come sempre e ti riempie l'anima della sua serena malinconia
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